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Mottinelli pronto per il Broletto (17 agosto 2014)      

 

Mottinelli Presidente

 

Parla il candidato in pectore per la successione a Daniele Molgora: "Serve un accordo istituzionale per gestire questa difficile fase". Il 12 ottobre il voto.

 

Mottinelli pronto per il Broletto

 

"Provincia, un patto costituente. Decisivi zone e ruolo dei sindaci". Le priorità sono trasporti e ambiente. Il territorio sarà diviso in 9 aree omogenee, con un consigliere referente per ciascuna di esse

 

 

Il 12 ottobre sindaci e consiglieri comunali dei 206 comuni bresciani saranno chiamati ad eleggere il successore di Daniele Molgora. Il Broletto diventerà ente di secondo livello, e il suo presidente non sarà più scelto dai cittadini, ma dagli amministratori locali. Visti gli equilibri politici sul territorio (il centro sinistra governa 110 comuni su 206, e quasi tutti i maggiori) il nuovo numero uno sarà targato PD. La scelta cadrà (salvo colpi di scena) su Pier Luigi Mottinelli, 50 anni, originario di Cedegolo. Anche Diego Peli e Roberto Cammarata hanno dato la loro disponibilità, ma sembrano avere meno chances.

 

Mottinelli sarà il nuovo Presidente della Provincia?

 

"La direzione del PD ha deliberato che la scelta del candidato alla presidenza sarà individuata ai primi di settembre, dalla stessa direzione, tra i consiglieri provinciali uscenti. Segretario, vice segretario e responsabile degli enti locali avranno nel frattempo le consultazioni con altre forze politiche per individuare le modalità di concorrere tutti assieme al nuovo governo istituzionale. Prima della direzione di settembre il PD terrà degli incontri sul territorio per raccogliere proposte programmatiche e disponibilità per le candidature a consigliere provinciale".

 

D'accordo, ma tra i consiglieri uscenti lei è in pole position. Sembra quasi fatta...

 

"Diciamo che nel partito c'è un orientamento largamente maggioritario sul mio nome. La scelta deve ancora essere presa. La mia speranza è quella d'incontrare il più vasto consenso possibile nel partito e tra i comuni. Fa comunque piacere che l'esperienza di sindaco, di presidente della comunità montana e di consigliere provinciale, per 10 anni, sia considerata un patrimonio importante per una fase costituente difficile e delicata, come quella che si aprirà per il nuovo ente di area vasta".

 

Compito difficile, diceva. Per questo si è immaginato un accordo istituzionale tra tutte le forze politiche, un patto bipartisan?

 

"Sì, l'idea è togliere la nuova Provincia dallo scontro politico e affidarle il ruolo di strumento a disposizione dei sindaci, secondo lo spirito della riforma. Potrebbe esserci un'unica lista o più liste a sostegno dell'unico candidato presidente. Quest'ultima opzione è stata avanzata da alcuni dopo le recenti modifiche del decreto. La cosa ha registrato opinioni diverse all'interno del PD che si dovranno confrontare con le altre forze politiche per raggiungere l'obiettivo primario: accordo costituzionale con un presidente condiviso".

 

Intanto però la Lega si è chiamata fuori da qualunque patto. Anzi, parla di "inciucio"...

 

"Guardi, l'esperienza delle elezioni di secondo livello delle comunità montane ci dice che la proposta di governo deve essere estesa a tutte le forze politiche e a tutti i comuni. Non per fare "inciuci", ma per garantire il buon funzionamento dell'ente. Mi auguro che gli amministratori dei comuni della Lega vogliano fa prevalere gli interessi delle loro comunità rispetto alla legittima posizione di rendita politica. Spero che l'appello del PD e delle forze di centro destra a concorrere tutti insieme alla fase consistente abbia effetto. D'altronde non capirei come un movimento che nasce dalle istanze del territorio possa estraniarsi dalla gestione di un ente che avrà la sua prerogativa nella gestione delle funzioni comunali".

 

La riforma non prevede una giunta. Che modello di governance immagina per il nuovo Broletto?

 

"Credo che vada prevista l'introduzione, in Statuto, di zone omogenee per la gestione dei servizi comunali associati. L'esempio della giunta dei sindaci voluta da Emilio Del Bono va nel senso di creare aggregazioni che si confrontino con l'ente di area vasta. Oltre a città e hinterland, le altre zone potrebbero essere le cinque comunità montane, il Garda, la Franciacorta e la Bassa. Il governo istituzionale dovrà avvalersi del concorso di tutti il 16 consiglieri provinciali a cui si potranno affidare deleghe funzionali ma anche la responsabilità di essere riferimento per le nuove aree omogenee".

 

Se questo è l'assetto, resta il tema: cosa farà la nuova Provincia? Quali saranno le sue priorità, se verrà eletto presidente?

 

"Alcuna funzioni, viabilità, edilizia scolastica, territorio, trasporti e ambiente sono assegnate dalla riforma Delrio. Altre, e sarà la prima questione da affrontare, andranno riviste all'interno di un riordino complessivo da attuare d'intesa con Regione, comuni e Unioni dei comuni all'insegna del miglioramento dell'efficienza e dei tempi d'attesa".

 

Proviamo a elencare alcuni temi. Il bilancio dell'ente.

 

"In questi anni abbiamo dato atto al presidente Daniele Molgora di una gestione prudente, anche se noi avremmo preferito un piano più ambizioso. Il debito è diminuito, ma restiamo una delle Province più indebitate d'Italia. Bisognerà pensare alla dismissione delle partecipazioni non strategiche e alla chiusura dei prodotti derivati".

 

Intanto per l'autunno si annuncia un nuovo taglio ai trasferimenti di 9 milioni.

 

"Ammetto che c'è un po' di preoccupazione. Non credo che ci sia margine per tagliare la spesa corrente, a fine anno. Ecco perché diventano ancora più urgente la rimodulazione del debito e l'operazione sui derivati".

 

Capitolo viabilità e trasporti.

 

"Andrà pubblicato il bando del Trasporto pubblico da parte dell'Agenzia, in modo da integrare al meglio il servizio cittadino e quello provinciale, la gomma e il ferro. Sarà importante anche definire il tracciato dell'Alta velocità tra Brescia e Verona. Il mio sogno è poi quello di veder finalmente sviluppato l'aeroporto di Montichiari, con un mix di merci e passeggeri. Andrà invece riorganizzato il servizio di manutenzione stradale, sottoscrivendo convenzioni con comunità montane e unioni di comuni".

 

L'ambiente è da sempre uno dei temi più controversi per l'ente provincia.

 

"Sarà una delle priorità, viste le scadenza del 2015 del piano cave e le attuali istanze autorizzative di impianti energetici, discariche e impianti estrattivi. Il nostro è un territorio fortemente antropizzato, che in questi anni ha già dato molto. Da parte mia ci sarà sostegno ai Patti dei Sindaci (Piani d'Azione per l'Energia Sostenibile) e per gli obiettivi del protocollo di Kyoto. Con il capoluogo e le società di gestione dovremo poi lavorare per arrivare, il più in fretta possibile, al gestore unico del ciclo idrico, così da completare la depurazione della Valle Trompia, del Garda e della Valle Camonica".

 

Altre misure nei suoi primi 100 giorni?

 

"Un bando per la messa in sicurezza e l'efficientamento energetico delle scuole, la riorganizzazione della Polizia provinciale, d'intesa con i Comuni, nuove agenzie locali per lo sviluppo turistico in vista di Expo, la riorganizzazione del personale, calibrata in base alle nuove funzioni".

 

In questi mesi si è sempre detto che la riforma avrebbe mortificato e depotenziato la Provincia, ma in base ai suoi progetti pare tutt'altro.

 

"Credo che la riforma Delrio sia un'opportunità da cogliere con entusiasmo. Permetterà una rivisitazione dal basso delle Province. È un percorso ancora da costruire, ma si potranno abbattere le sovrapposizioni e i conflitti tra i campanili. Va colta l'opportunità di sviluppare il tema delle funzioni di area vasta nell'ottica della sussidiarietà, mantenendo in capo alla Provincia solo le funzioni proprie o quelle richieste dai Comuni. In questo senso il nuovo ente, se richiesto, potrebbe essere stazione unica appaltante per le opere di carattere sovracomunale o fungere da ente di progettazione".

 

Senta, nel caso venisse eletto lei dovrà fare il presidente a titolo gratuito. Chi glielo fa fare?

 

"È una sfida affascinante, contribuire alla stagione costituente di un nuovo ente e al riordino delle autonomie locali. è il filo conduttore di questi miei anni da amministratore locale. La gratuità è prevista dalla legge. Ci sarà un rimborso spese. In caso venissi eletto, dovrò conciliare il mio lavoro di perito industriale e quello di presidente della Provincia. Diciamo che per me e la mia famiglia sarà un compito impegnativo e carico di sacrifici. Ho comunque deciso di mettermi in gioco, perché questa è una sfida da vincere. Per il bene del territorio". (Davide Bacca)

 

Corriere della Sera di domenica 17 agosto 2014, pagina 4 (Cronaca di Brescia)

 

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